Di Bernardo Nicoletti

Articolo estratto da Il futuro del ProcurementThe Procurement Magazine, Anno 5 N°1

Bernardo Nicoletti

 

 

Bernardo Nicoletti,
Professor of Operations management alla Temple University, Rome Campus

 

Sulla base del titolo di questo intervento dovremmo parlare del “futuro”. Vale la pena ricordare quello che diceva il grande fisico Niels Bohr: «È molto difficile prevedere, specialmente il futuro». Eppure, per la nostra sopravvivenza come esseri umani, ma anche come organizzazioni, è un esercizio fondamentale.

Lo scenario

Conviene partire dalla definizione di un possibile scenario. Questo è relativamente semplice per il breve termine. La crescita è rallentata e molto difficilmente tutto il mondo riprenderà i valori pre-crisi del 2008. Al tempo stesso, la globalizzazione è in crisi. Le ragioni sono diverse. Probabilmente si era esagerato nell’accelerare la globalizzazione. Il risultato è stato un risveglio dei localismi (termine nuovo per indicare nazionalismo).

Questi cambiamenti si riverseranno anche sulle organizzazioni e quindi sul procurement con analoghe caratteristiche. Per esaminare quello che prevedibilmente succederà al procurement può essere interessante far riferimento alle quattro P classiche del marketing mix: prodotto, prezzo, promozione o pubblicità, posto (e quindi localizzazione).

Dal punto di vista del prodotto, la dematerializzazione è imperante. Questo spinge dai prodotti fisici ai servizi. Spinge anche verso la sharing economy, la condivisione dei beni fisici, dal punto di vista dei consumi, ma anche dal punto di vista delle organizzazioni. L’outsourcing è la modalità tradizionale della sharing economy per le organizzazioni. Vi è da aspettarsi che crescerà ulteriormente.

Dal punto di vista del prezzo, la tendenza sarà di considerare fattori non strettamente connessi con il prezzo, ma con gli oneri finanziari in generale. Vi è da aspettarsi che il procurement finance avrà una grossa espansione per ridurre i costi degli oneri finanziari, ma anche per facilitare gli scambi e promuovere le imprese più deboli.

Dal punto di vista della promozione, è interessante notare l’inizio della diffusione anche per gli acquisti aziendali di forme di promozione tradizionali per i consumatori. Si tratta della consumerizzazione per le organizzazioni. Così ad esempio per i trasporti vi sono le promozioni a livello di business travel.

Dal punto di vista dell’ultima P di questi quattro aspetti, la pubblicità, il posto e quindi la facilitazione nella consegna e lo sviluppo della logistica asservita al commercio è un fatto crescente e chiaramente visibile.

Le quattro P della gestione delle organizzazioni

A questo punto, si può cercare di individuare come il futuro si prospetta dal punto di vista di altre quattro P. Si tratta in particolare gli sviluppi possibili a livello di piattaforme, processi, persone e partner.

L’aspetto più interessante è costituito dalla diffusione crescente delle piattaforme. Queste sono intese come le piattaforme telematiche che permettono l’incontro tra altre 4P:

  • I Proprietor delle piattaforme, quelli che hanno individuato e finanziato il sorgere di questo tipo di sistemi informativi online;
  • I Provider delle piattaforme, quindi chi fornisce dal punto di vista infrastrutturale e del software il servizio;
  • I Producer, quindi chi fornisce prodotti, ma soprattutto servizi, sulla piattaforma;
  • I Purchaser, quindi coloro che acquistano i prodotti sulla piattaforma.

Questi ruoli si possono scambiare. Quindi i Producers possono diventare dei Purchasers e viceversa.

La piattaforma è normalmente nel cloud, in cui tutte le altre applicazioni con il tempo migreranno.

I processi diventeranno sempre più integrati. Per troppo tempo il lean si è riproposto di “alleggerire” i processi con misure solo organizzative o logistiche. Il lean and digitize si diffonderà sempre di più come maniera di rendere più integrati e più leggeri i processi.

Dal punto di vista delle persone, la tendenza è molto chiara. Vi saranno meno persone negli acquisti e queste svolgeranno sempre di più il ruolo di consulenti delle altre funzioni aziendali piuttosto che dei negoziatori o buyer di vecchio stampo. È possibile che, per acquisti specifici, il procurement sarà fatto da enti terzi o consortili. Questo rimarrà un’eccezione. Negli acquisti compariranno sempre più donne. Non solo per la loro presenza sempre crescente sui posti di lavoro, ma anche per le loro innate abilità nel comprare.

Infine, dal punto di vista dei partner e quindi dei fornitori, soprattutto quelli critici, il cambiamento sarà forte. Prima di tutto, il cambiamento sarà da fornitore a partner. Inoltre, si spingerà verso il consolidamento dei fornitori, ma anche verso la loro integrazione. La spinta alla localizzazione, e quindi alla prossimità dei fornitori, sarà forte.

Conclusioni

Insomma, il mondo, e quindi il procurement, cambierà nel prossimo futuro. Ovviamente a fronte di queste previsioni e dell’ambiente variabile sarà necessario pianificare attentamente. Vale però la considerazione che “i piani si fanno per cambiarli”. E quindi il segreto per il successo nel futuro sarà l’agilità dell’impresa e la sua flessibilità nell’adattarsi al cambiamento.

Per finire con un’altra citazione, questa volta attribuita a Charles Darwin: «Non è il più forte che sopravvive, né il più intelligente, ma il più aperto al cambiamento».