Ciò che fa la differenza nella realizzazione dei materiali stampati

In quest’epoca aziendale, dove la divisione Marketing è sicuramente tra le più sollecitate, il significato etimologico della parola “curioso” ci aiuta a focalizzarci meglio sulla natura, sul DNA, sull’essenza vitale del Marketing.

Dal lat. curiosus, propr. «che si cura di qualcosa», der. di cura «premura, sollecitudine».

Il Marketing è colui che deve prendersi cura della forza commerciale aziendale, prima acquisendo informazioni dal mercato, e poi realizzando strategie competitive mirate, sempre orientate al futuro.

Gli inglesi sono soliti dire che la curiosità uccise il gatto, ma la soddisfazione lo riportò in vita. Noi diremmo tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino, a significare che la curiosità genera meccanismi mentali che anche la più forte delle volontà può stentare a resistere.

Essere curiosi e generare curiosità è dunque una forza propulsiva imprescindibile nel Marketing per anticipare le esigenze del mercato, stimolandone la curiosità e il bisogno.

La curiosità è quindi l’ingrediente segreto, denominatore comune sia con il cliente interno, sia con il mercato e, a maggior ragione, con tutti gli stakeholders che concorrono a migliorare l’attività del Marketing.

Se il Marketing non mantiene vivo questo aspetto in ogni fase del suo processo, rischia di snaturarsi, di perdere il suo afflato e di entrare in un percorso noto, standardizzato, a volte ripetitivo. La realtà è che spesso si trova sopraffatto dall’operatività, a scapito della sua peculiarità strategica.

Ho identificato, negli anni, alcuni aspetti da non sottovalutare che spesso caratterizzano l’attività del Marketing, in particolare nella gestione dello sviluppo e della produzione di materiali di stampa e comunicazione:

  1. La carriera scolastico/universitaria non prepara il Marketing su questi tematiche 
  2. Poca conoscenza tecnica: materiali, finiture, tecnologie
  3. Difficoltà nello stilare un capitolato tecnico
  4. Agenzie creative poco tecniche
  5. Mancanza di tempo
  6. Team sotto staffati
  7. Aspettative deluse tra il brief e il prodotto finale
  8. Abitudine ad usare gli stessi fornitori
  9. Fornitori spesso mono propositivi, in funzione delle proprie tecnologie

Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la curiosità.

Al Marketing non si chiede di essere un tecnico, ma di restare fedele al suo spirito curioso, sviluppando necessariamente competenza e unicità. 

Curiosità e competenza vanno quindi a braccetto.

E quindi anche per quanto riguarda la creazione di materiali stampati, il Marketing deve guidare il processo, come ogni altro progetto relativo all’immagine e alla comunicazione del brand.

E può farlo solo se ha:

  • Idee chiare sul posizionamento, sul target e sui key message da trasmettere
  • Conoscenza del mercato, del distributore e/o del consumatore 
  • Cognizione di tutte le possibilità che ci sono di realizzare un materiale che oltre ad essere fruibile e rispondente alle esigenze, sia anche impattante, innovativo ed in linea con il budget.

È misurabile la differenza, in termini di posizionamento e originalità, nella realizzazione dei prodotti stampati, se la curiosità del marketing attiva competenze interne, evitando la delega al fornitore?

Credo proprio di si!

Il Marketing sa cosa vuole e detiene il “potere” della richiesta. È il Marketing che conosce il suo prodotto e il suo target. Nessun fornitore meglio di lui! Da quel centro di conoscenza si possono mettere in gara i fornitori per ottenere la miglior prestazione sia economica sia realizzativa.

Simona Santiani