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Il passaggio dalla creatività all’innovazione è frutto di un processo




Hai mai utilizzato la psicologia della forma (Gestalt) e il pensiero intuitivo per parlare di processi in azienda?


Fare riferimento al pensiero laterale e agli archetipi ci permette di riconoscere e superare i condizionamenti e credenze limitanti.

Spesso, soprattutto se pensiamo alla digitalizzazione, vorremmo affidarci ad un’equazione o ad un algoritmo che ci risolva le nostre difficoltà sia processuali che, magari, relazionali con il capo, il collega ecc. e ci sorprendiamo quando questo non succede.


Il problema il più delle volte è proprio il punto di partenza: noi cerchiamo delle risposte, mente invece lo strumento più potente è la domanda potenziante e continua.

Come diceva Giorgio Gaber, bisogna avere orecchio e non solo…


Lo faremo insieme il 4 maggio utilizzando il metodo “intuiti” apriremo il focus group con l’utilizzo della mente più potente che abbiamo, quella divergente ed intuitiva per poi convergere e focalizzare sulla concreta applicabilità.

Il beneficio sarà ottenere ispirazioni, strumenti, intuizioni concrete per rendere i propri processi aziendali sempre più virtuosi e i collaboratori più appassionati, intuitivi e presenti.


Non esiste innovazione senza creatività e la creatività consiste nel far nascere una nuova idea, l’innovazione nel saperla applicare. Il passaggio dalla creatività all’innovazione è frutto di una integrazione progettuale tra processi creativi, processi innovativi e processi produttivi e va guidata e gestita con competenza attraverso anche una adeguata capacità manageriale che permette di convertire l’idea in un business di successo.


Non mancare il 4 maggio e iscriviti ora a "MAKE IT FLUID:

Il cambio di stato nella relazione tra marketing e procurement"




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