Settori emergenti e criticità

Come ogni anno, il magazine The Economist ha pubblicato il numero speciale dedicato a “The World in 2020” (n°1/2020). Oggi, in piena tempesta “coronavirus”, diventa ancor più interessante verificare nei prossimi mesi quali di queste previsioni si riveleranno profetiche o fallaci. 

Snoccioliamo qualche dato significativo e, in alcuni casi, sorprendente. Iniziamo dalle previsioni di crescita del PIL per il 2020. 

In Europa tra le sorprese positive – lontane dal nostro misero 0,4% “Italia pre-virus” – annoveriamo: Bulgaria 2,8%; Croazia 2,5%; Repubblica Ceca 2,4%; Estonia 2,3%; Grecia 2,0%; Ungheria 3,0%; Irlanda 2,7%; Lettonia 3,2%; Lituania 2,6%; Polonia 3,3%; Romania 3,3%; Slovacchia 3,1%; Slovenia 3,0%; Turchia 4,0% e Ucraina 3,0%. 

In Asia svettano nazioni come il Bangladesh 7,7%; Cina 6,1% (in netto calo); India 6,7%; Indonesia 5,0%; Kazakistan 3,4%; Malesia 4,8%; Filippine 5,2%; Sri Lanka 3,4%; Uzbekistan 5,4%; Vietnam 6,5%. 

Nulla da segnalare nel Nord America, ma l’America Latina è ben posizionata con Bolivia 3,9%; Cile 3,4%; Colombia 3,0%; Paraguay 3,3%; Perù 3,2%. 

Ma le maggiori e clamorose sorprese arrivano dal continente africano e dal Middle East: Camerun 3,5%; Egitto 5,1%; Etiopia 7,4%; Kenya 5,6%; Libia 4,7%; Siria 8,9% (questi ultimi due paesi da ricostruire). 

Passiamo ora, sempre secondo il report di The Economist, alle “previsioni del tempo” nei settori industriali

Pieno sole per i settori Entertainment, Health Care, Sport. 

Soleggiato per Defence+Aerospace, Food+Farming, IT, Media, Travel+Tourism. 

Variabile per Financial Services, Infrastructure, Metals+Mining, Telecoms. 

Nuvoloso per Energy e Retail; molto nuvoloso per Automotive. 

Dopo l’estate sapremo la verità? Intanto questi dati potranno aiutare i nostri responsabili Marketing a orientare le loro decisioni e a valutare azioni dirette oltre confine.